Emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania
Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 263 del 2006: Emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania (Approvato dal Senato) (A.C. 1922); (30-11-2006 Esame articoli - pag. 6)
ELIAS VACCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, segnalo innanzitutto che il richiamo rivolto poc'anzi dall'onorevole Dussin è, per la verità, echeggiato nel corso del lavoro svolto ieri dall'Assemblea relativamente alla conversione del presente decreto-legge. In generale, l'emergenza rifiuti è uno di quei problemi sui quali si misura il livello di coesione del paese. Si tratta, infatti, di uno di quegli argomenti sui quali bisogna scongiurare quella sindrome, spesso richiamata sugli organi di stampa, riassunta nella massima not in my back yard (non nel mio cortile).
Quello dell'emergenza rifiuti è un problema che sollecita complessivamente il paese ad un senso di responsabilità collettivo tale per cui le questioni non possono essere gestite e risolte unicamente nel territorio che vive l'emergenza. A tale proposito, recentemente nella mia regione, la Sardegna, si è scatenata una forte polemica in merito alla possibilità che una parte dei rifiuti della regione Campania potessero essere trasportati e stoccati in Sardegna. Naturalmente, le attuali forze di opposizione non hanno mancato l'occasione per scatenare una canea contro il governatore Soru, che si sarebbe reso responsabile di un atto che, al contrario, ritengo di assoluta responsabilità, cioè, quello di fornire, in un momento di particolare emergenza per un'altra regione del nostro paese, la possibilità di contribuire a risolvere il problema piuttosto che di respingerlo sul presupposto che non riguardava direttamente la nostra regione. Il problema era quello di trasformare una quantità, tutto sommato minima, di rifiuti della quale la regione Campania è attualmente invasa, cosa che non avrebbe sicuramente comportato alcun disagio all'ecosistema dell'isola nella quale vivo. Detto ciò, e fatta questa premessa - e mi dispiace che il collega presentatore dell'emendamento non sia al momento presente in aula - vorrei far rilevare, nell'esprimere il voto negativo del gruppo dei Comunisti Italiani sull'emendamento Dussin 3.14, come sia di tutta evidenza (almeno così appare) che qualora l'emendamento Dussin 3.14 fosse accolto, lo stesso si porrebbe in termini preclusivi rispetto al successivo Dussin 3.15. Secondo la proposta emendativa del collega Dussin - leggo - al comma 2, si dovrebbe, dopo le parole «ambientali e sanitarie» aggiungere «previa deliberazione della giunta regionale». Rilevo però che l'emendamento Dussin 3.15 prevede, dopo le parole ambientali e sanitarie, che si aggiunga «previo parere del ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare». Mi pare di poter dire che, delle due, l'una: o il presentatore ha scarsissima fiducia nella possibilità che il primo emendamento venga accolto e, quindi, prevede già che, non essendo accolto questo emendamento, l'integrazione debba essere data dal parere del ministro dell'ambiente o, diversamente, qualora l'emendamento Dussin 3.14 dovesse essere, contrariamente a quanto i Comunisti Italiani auspicano, accolto, risulta altrettanto evidente che l'emendamento Dussin 3.15 non potrebbe essere connesso al corpo del testo.
ELIAS VACCA. Si tratta di una mia osservazione di tecnica normativa che, ovviamente, non attiene al merito. Sul merito del problema, invece, vorrei sottolineare un aspetto. Tutto l'impianto del comma 2 è teso a prevedere una misura d'urgenza e straordinarietà (del resto, la stessa istituzione del commissario depone nel senso dell'urgenza e della straordinarietà). Allora, prevedere che un'autorità commissariale - leggo direttamente dalla formulazione del comma 2 - individua in termini di somma urgenza - quindi, neppure in termini di semplice urgenza, bensì di somma urgenza - una soluzione, ma poi gravare l'attività del commissario e della deliberazione della giunta regionale e, o, alternativamente, del previo parere del ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, significa dire due cose che sono tecnicamente, logicamente e normativamente incompatibili. In altre parole,Pag. 7laddove si parla di somma urgenza è evidente che si saltano dei passaggi. Reintrodurre questi passaggi attraverso l'emendamento significa implicitamente riconoscere che somma urgenza non c'è. L'altro argomento, invece, riguarda la garanzia che, come Comunisti Italiani non può che trovarci soddisfatti nella formulazione introdotta nella proposta di conversione. Infatti, anche in presenza di una gestione commissariale e di requisiti di somma urgenza, viene mantenuta la garanzia a salvaguardia dell'affidabilità dei soggetti in ordine sia alla regolare ed efficace gestione del servizio, sia all'estraneità di tali soggetti alle associazioni di tipo mafioso (perché viene fatta salva la normativa antimafia). Noi siamo per l'impianto contenuto nel comma 2, nella proposta di modificazione contenuta nel fascicolo principale e voteremo contro l'emendamento Dussin 3.14.



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