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Carceri e droga, il parere di Elias Vacca

Il problema delle carceri sta diventando una bomba a orologeria.

Indegno di un paese civile in cui gli istituti di pena devono, per legge, rieducare e reintegrare la persona. Strutture sovraffollate, violenza, personale insufficiente, condizioni igieniche precarie e soprattutto 20.000 persone in attesa di giudizio. na vergogna, tanto più che il 30% di questi verrà giudicato innocente.olte sono le forze politiche, dal centrodestra al centrosinistra, che dichiarandosi garantiste, almeno a parole, paiono volere contrastare questa situazione.

Negli Istituti di Pena italiani ci sono quasi 60.000 detenuti, di questi quasi 3.000 sono donne e 65 di queste cercano anche di crescere i loro bambini. ono invece 23.500 quelli che hanno una pena inferiore a tre anni. a Sardegna conferma il triste trend nazionale: su 1.661 detenuti, più 48 donne, il 30% è rappresentato da extracomunitari. Un’altra fetta consistente è costituita da tossicodipendenti. Solo nel carcere di Buoncammino di Cagliari, il 60% dei reclusi ha problemi di droga e di questi il 90% è affetto da malattie psichiatriche. l dato è allarmante.

Le carceri, analizzando i dati, sono strutture ricolme di tossicodipendenti, extracomunicati e malati psichici. Una situazione devastante, indegna di un paese civile. a ricetta del Ministro della Giustizia, il leghista Castelli, è quella di costruire nuove carceri. ’amnistia, annunciata per tutta la legislatura è promossa è rimasta solo un promessa. e carceri stanno diventando, ed i dati della casa circondariale di Alghero lo confermano, dei luoghi di permanenza momentanea in cui i detenuti entrano ed escono senza che ci sia nessun tipo di recupero della persona.


Chi esce dal carcere si ritrova in una condizione peggiore di quella in cui è entrato.  Ciò produce dei danni notevoli sia a queste persone che alla società intera. on esiste alcun recupero della persona.
Il carcere diventa un luogo in cui non si “cura” la malvivenza ma anzi si peggiorano le situazioni di persone, che già non avendo nulla da perdere, non gli resta che dedicare la loro vita all’illegalità.

Elias Vacca, avvocato penalista, membro del coordinamento nazionale giustizia del Pdci e candidato con lo stesso partito alle prossime politiche, può dire qualcosa su quest’argomento che conosce molto da vicino. «Sulla realtà giudiziaria e di conseguenza carceraria, già precaria, sono arrivati ad influire due leggi: l’ex Cirielli e soprattutto la Bossi – Fini», afferma Vacca che, continuando, evidenzia come l’ex Cirielli abbia influito negativamente su questa situazione: «sono stati annullati tutti i benefit: per i reati reiterati e recidivi non si ha più nessun aiuti, sono state annullate tutte le attenuanti generiche».

D. Ma non ritiene giusto che chi compia in modo continuato dei reati perda questi benefit?
No e spiego perché.  tossicodipendenti commettono tanti piccoli reati, microreati, recidivi e reiterati, appunto. d i provvedimenti compresi nella ex-Cirielli non faranno altro che alimentare e far perdurare la situazione attuale senza alcun tipo di salvaguardia per la società ma neanche senza alcun recupero di questi cittadini che continueranno ad entrare ed uscire dal carcere.

D. Ma secondo Lei che correzioni avrebbe dovuto inserire il legislatore?
La legge Cirielli non prevede nessun tipo di percorso di recupero della persona: ne Sert, né altre misure. In questo modo le galere scoppieranno di persone che non avranno più un futuro, la condanna deve anche prevedere una speranza di recupero sennò si producono solo rifiuti umani».

D. Lei condanna anche la nuova legge sulle droghe, detta legge Fini, perché?
Come se non bastasse, a questa situazione già gravosa, si aggiunge l’equiparazione delle droghe tra pesanti e leggere.  come se non si volesse prendere atto della realtà. Così facendo, il legislatore riconosce l’uguaglianza delle droghe e anche i consumatori si sentiranno legittimati a mettere sullo stesso piano hashish, eroina, ketamina e marjuana. o non fumo, non mi drogo, ho provato lo spinello ma ho capito che evidentemente non faceva per me e me ne sono tenuto sempre lontano. Detto questo, sono convinto che ognuno possa fare quello che vuole con il proprio corpo.

D. Quale sarebbe la sua alternativa?
Io sono per la legalizzazione delle droghe leggere e per la somministrazione controllata di quelle pesanti, questo per contenere il danno. Non si può criminalizzare l’uso. Questa legge crea un vincolo sempre più stretto tra spacciatore e drogato che vengono messi sullo stesso piano e che invece andrebbe spezzato.

D. Il problema della droga si collega a doppio filo con la situazione insostenibile della carceri, cosa si dovrebbe fare?
Se il dato che emerge è che lo stato decide di reprimere allora le carceri devono essere migliorate sennò quella che dei carcerati è una pena nella pena. La condanna non comprende il fatto di vivere dentro delle topaie. Dovrebbe starci molta meno gente, con delle finalità rieducative della pena. Qualora vincesse il centrosinistra, alle prossime elezioni, annuncio che questa legge verrà cambiata subito. La legge Fini non rappresenta altro che il potere che si accanisce contro i più deboli, dei derelitti umani che sono in maggior parte sono tossicodipendenti.
 
 

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Gli ultimi righi dell'intervista: la promessa non realizzata dal CS diventano un paradigma per i fatti di questi giorni. Molti, troppi provvedimenti inclusi nell'oneroso programma (281 pagine) non sono stati non solo affrontati, ma nemmeno sfiorati a causa della litigiosità interna al governo, Infatti una volta firmato il patto (con riserva mentale, oggi è evidente) molti hanno tirato per la propria bottega. La titanica battaglia per la legge 30, quasi non scalfita, il welfare sotto attacco, il ricatto dei poteri forti attraverso l'ostruzionismo della destra, la complicità di una parte del centrosinistra, e l'ingorda fame della parte ricca del paese -ultimo il vergognoso ricatto Dini- hanno costretto le parti migliori e progressiste della Sinistra in difesa impedendo la soluzione dei problemi essenziali degli italiani. Altro che revisione a gennaio! Già la precedente ha ridotto il programma a 12 punti. Cosa di vuole fare a gennaio? Ridurli ancora? Bene quindi il contrattacco, ma dubito che 1 mln di lavoratori in piazza contino più di 2 vecchi ricattatori.
# da arouetvoltaire | 02/12/07 18.32
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