Progetto di legge 1222
Progetto di legge: 1222 (Fase iter Camera: 1^ lettura)
S. 325. - "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare. Ulteriori proroghe per l'esercizio di deleghe legislative e in materia di istruzione" (approvato dal Senato) (1222)
Stato iter: Approvato definitivamente l'11 luglio 2006. Legge numero 228 del 12 luglio 2006
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vacca. Ne ha facoltà.
ELIAS VACCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo brevemente per dichiarare il voto favorevole del gruppo dei Comunisti Italiani a questo provvedimento. Debbo dire in tutta onestà che il tema, proposto non solo dai banchi dell'opposizione ma, talvolta e per certi versi, anche da alcuni colleghi dei banchi della maggioranza, in un certo senso non ci vede disattenti e distratti. In realtà, il fatto che nel primo periodo di attività del Governo si sta ricorrendo con una certa frequenza alla decretazione - che, poi, viene portata alla ratifica del Senato prima che della Camera dei deputati -, è un tema all'ordine del giorno dell'agenda di questo ramo del Parlamento. Questo, talvolta, provoca disagio nell'espletamento della nostra funzione e ci faremo carico di rappresentare le nostre esigenze al Governo, cercando assolutamente ed immediatamente di invertire tale procedimento. Tuttavia, onorevoli colleghi, questo non può essere un argomento per nascondere la sostanza delle cose: quando la Camera è stata investita della valutazione anche di questo provvedimento, non mi è parso che dai banchi dell'opposizione siano venuti grandissimi contributi (mi riferisco particolarmente all'ultima seduta, nella quale siamo stati impegnati per ore sui vari emendamenti) alla celerità di trattazione. Mi pare di poter dire che, rispetto a questa celerità, si ha maggiore sensibilità quando, come si è tentato con scarsissimo successo già nella scorsa seduta, si mira a far mancare alla maggioranza il numero legale e, quindi, si sostituisce alla forza degli argomenti la forza della matematica, alla quale mi auguro che la maggioranza e i singoli deputati sappiano adeguarsi per respingere questi tentativi.Pag. 46 Per quanto riguarda il merito della proposta, si tratta di un provvedimento necessario. Da parte dell'opposizione si è detto che l'esordio dei primi cento giorni del Governo Prodi sarebbe stato deludente. Si sono richiamati gli organi di stampa, più particolarmente vicini alle forze dell'opposizione, che avrebbero stigmatizzato l'atteggiamento e il percorso del Governo, raffrontandolo a quello dell'onorevole Berlusconi. Mi pare un fatto oggettivo che nei primi cento giorni si sia proceduto all'elezione del Presidente della Repubblica, che ci ha visti impegnati a Camere congiunte, all'espletamento delle elezioni amministrative, che ha impedito l'attività del Parlamento, e del referendum, che certamente non ha chiesto questa parte politica e che ci ha impegnato per oltre una settimana. Probabilmente, le delusioni derivanti da qualche competizione elettorale hanno acuito il nervosismo sui banchi dell'opposizione. Ma cosa potrebbe e dovrebbe fare il Governo se non cercare di mettere riparo almeno alle situazioni più urgenti ed emergenti? Non dubitino i colleghi dell'opposizione che, non appena la situazione sarà un minimo normalizzata, anche il ruolo dei parlamentari, io ritengo, verrà valorizzato e l'iter legislativo sarà quello che dev'essere nella nostra democrazia parlamentare. Pertanto, sul merito delle questioni sarebbe troppo lungo in sede di dichiarazione di voto proseguire la disamina, anche perché la semplice sintesi richiederebbe ben più dei dieci minuti che mi sono concessi. Mi limito a dire che il gruppo dei Comunisti italiani esprimerà un voto favorevole su questo provvedimento, perché - lo abbiamo detto in campagna elettorale e lo ribadiamo oggi - abbiamo sottoscritto un programma e poiché il Governo sta andando a spron battuto nella direzione del rispetto del programma sottoscritto, non sarà certamente il sostegno dei Comunisti italiani che verrà a mancare.



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