Gabriele Sandri
Comunicazioni del Governo
Informativa urgente del Governo sulla vicenda dell´uccisione di Gabriele Sandri e sugli incidenti che ne sono seguiti (13-11-2007 - pag. 20)
ELIAS VACCA. Signor Presidente, signor Ministro e colleghi deputati, il senso del cordoglio che, come gruppo Comunisti Italiani intendiamo esprimere alla famiglia del povero giovane ucciso sull'autostrada nelle vicinanze di Arezzo credo possa essere riassunto, tenendo conto che otto minuti possono non essere un tempo sufficiente per riflettere collettivamente su una vita così giovane che si è spezzata in meno di otto secondi.
Signor Ministro, contrariamente ad altri colleghi dell'opposizione che mi hanno preceduto, devo ringraziarla per quanto ha fatto, per l'assunzione di responsabilità che ha ritenuto di compiere questa mattina di fronte a questa Assemblea, e devo esprimere anche nei suoi confronti, oltre che nei confronti delle forze di polizia, personalmente e per il ruolo che interpreta, la fiducia e la solidarietà del gruppo Comunisti Italiani. Ci rendiamo conto, infatti, che non è facile accertare la verità delle cose e assumere i provvedimenti conseguenti nell'immediatezza di fatti così sorprendentemente e forse banalmente drammatici. Personalmente non intendo iscrivermi al club di quelli che le vogliono insegnare il mestiere, che le vogliono dire se in quel momento fosse stato più giusto sospendere una partita, tutte o cancellare il campionato; non è questo il punto. A tutti è chiaro che domenica si sono consumate due vicende che la riguardano come Ministro e che ritengo debbano per correttezza essere mantenute distinte l'una dall'altra. Se così non fosse consegneremmo la morte di questo povero giovane a una dimensione alla quale lui stesso non credeva: quella dell'esaltazione, del tifo violento, della devastazione. Questo giovane non apparteneva a niente di tutto ciò, è morto tragicamente mentre si recava semplicemente ad assistere ad una partita e il fatto, poi, che in quella piazzola di sosta si stesse consumando un tafferuglio, una rissa, uno scontro, un diverbio tra tifosi, non deve farci dimenticare che, forse, molto più banalmente si stava consumando un diverbio tra persone. Non credo che possiamo oggi già stabilire quali fossero i caratteri, le origini di quello che andava accadendo. Quello che però possiamo affermare è che il servizio più importante che può essere realizzato da lei come vertice politico delle forze di polizia, dal questore Manganelli come vertice tecnico e dal Parlamento tutto, consiste nel contribuire a dare soluzioni effettive, non rapide, nel rispondere alla famiglia di questo ragazzo in maniera definitiva e nell'aiutare l'operato della magistratura ad accertare ciò che è accaduto. Con un banale tecnicismo giuridico quello che è accaduto lo potrei ascrivere a ciò che viene definito dolo eventuale: sparare ad altezza d'uomo sapendo e accettando l'eventualità di poter ferire, di poter uccidere; questa è la condotta che è stata descritta. Al di là della perseguibilità del poliziotto che ha compiuto questo gesto vi è un'altra questione che dobbiamo raccomandarle signor Ministro: deve contribuire a sconfiggere un virus grave che si annida nelle istituzioni dello Stato, un virus che riguarda tutti i corpi dello Stato, un malinteso senso di solidarietà, di spirito di corpo che coinvolge il mondo della politica, allorché vi è omertà quando un politico sbaglia o ruba, e le forze dell'ordine, quando un singolo esponente sbaglia e non è all'altezza del compito che gli è stato affidato, anche se risulta complicato nell'immediatezza dei fatti accertare la verità perché ci si muove in un terreno difficile. Anche alla luce di ciò rivendico al gruppo dei Comunisti Italiani l'aver voluto approfondire e accertare anche i fatti di Genova. Tale volontà non rappresenta un atto contro la polizia, così come non lo è l'accertamento dei fatti accaduti sull'autostrada o la giustizia che si deve a Federico Aldrovandi - lo ricordava prima di me il deputato Migliore - ai suoi familiari, alle istituzioni dello Stato. Ho ascoltato con attenzione il collega che poco fa evocava i versi di Pasolini e che ha inteso per una sorta di licenza poetica escludere il riferimento al Partito Comunista Italiano. Ma perché lo si doveva escludere? Vi è forse un dubbio sul fatto che storicamente il Partito Comunista Italiano quando ha dovuto scegliere se stare dalla parte dello Stato o da quella dell'eversione ha scelto lo Stato? Vi è forse un dubbio su quello che ci è stato insegnato dalla storia democratica, dal ruolo che il Partito Comunista Italiano ha avuto in questo Paese? Io ritengo che non ci siano equivoci. Per tali motivi le vicende di domenica vanno tenute distinte. Vanno tenuti distinti i fatti, le analisi e i provvedimenti relativi. Potremo rendere giustizia alle istituzioni del Paese se accerteremo la verità, puniremo i responsabili e chi li ha coperti qualora qualcuno abbia tentato di coprire i responsabili di ciò che si è verificato sull'autostrada. Tuttavia ritengo che, nell'accertare, nel colpire e nel perseguire gli autori delle devastazioni, dei disastri, degli atti di violenza e di teppismo, anche in danno della polizia, che sono stati commessi domenica, renderemo la migliore giustizia alle forze di polizia. Infatti, difendere le forze di polizia non significa occultare la verità o riferire versioni edulcorate della stessa, ma colpire chi genericamente e indistintamente intende attaccare la polizia col pretesto, appunto, di vendicare qualcuno la cui memoria tutto chiede tranne che vendette di questo tipo. Non vi sono vendette, non vi sono scambi di prigionieri, non vi sono scambi di vittime - come qualcuno ha voluto far intendere - tra la morte dell'agente Raciti e la morte di questo povero ragazzo. La miglior cosa che possiamo fare è distinguere tali situazioni e, come lei sta facendo signor Ministro, distinguere i provvedimenti che verranno assunti, sui quali ha la nostra fiducia e la nostra solidarietà (Applausi dei deputati dei gruppi Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista-Sinistra Europea).



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