Protocollo del 23.07.07 su previdenza, lavoro, e competitività
Disegno di legge: Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività (A.C. 3178-A); (29-11-2007 Esame ordini del giorno - pagg. 26,34,42)
ELIAS VACCA. Signor Presidente, ho già aggiunto in precedenza la mia sottoscrizione all'ordine del giorno Mereu n. 9/3178/42 e vorrei ricordare al Governo e ai colleghi che la Commissione lavoro, nelle settimane scorse, si è recata a fare un sopralluogo anche presso gli stabilimenti del complesso di Portovesme, che sono l'Alcoa e l'Euroallumina.
Vorrei anche ricordare che, proprio in quei giorni, sugli organi di stampa sono apparse notizie relative ad un autotreno carico di scorie nocive e radioattive diretto, molto probabilmente, in quel sito. Vorrei, inoltre, ricordare che in quel sito si lavora nei cosiddetti «fumi dell'acciaio», i quali hanno conseguenze sulla salute dei lavoratori che tutti ben conosciamo. A questo punto, pertanto, devo interrogare il Governo - chiedendo di modificare il parere espresso sull'ordine del giorno Mereu n. 9/3178/42 - sul destino dei lavoratori di quell'area della Sardegna: erano agricoltori e sono diventati minatori; poi le miniere sono state chiuse - per ragioni ovvie di mercato e di salubrità - e sono stati aperti gli stabilimenti dell'industria chimica. Quei lavoratori sono tuttora esposti - e lo sono stati ancora di più negli anni passati - a pericoli per la loro salute, non solo in quanto lavoratori, ma anche in quanto residenti in quelle zone! Su queste ultime, esistono rapporti (che sono a conoscenza anche della regione sarda) sulla complessiva insalubrità dei luoghi. Pertanto, all'aggravio di lavorare e di aver lavorato, soprattutto in passato, in un ambiente insalubre, si aggiunge la condizione di residenti in un contesto che, complessivamente, è insalubre. Non dare loro risposte sarebbe un atto veramente irresponsabile (Applausi dei deputati del gruppo Comunisti Italiani e del deputato Mereu)!
ELIAS VACCA. Signor Presidente, per le stesse ragioni testè esposte dal collega Rocchi, chiedo di sottoscrivere l'ordine del giorno Baldelli n. 9/3178/55 e preannunzio il voto favorevole del gruppo dei Comunisti Italiani sul medesimo. Del resto, nel raccogliere la precisazione poc'anzi fatta dall'onorevole Baldelli, debbo dire che l'obbligo di lealtà, di coerenza e di rispetto programmatico, anche da parte di chi sostiene il Governo ed è nella maggioranza, non ci esime dal diritto di critica quando i comportamenti non sono conseguenti, non solo e non tanto sotto il profilo politico, ma alla stregua del diritto costituzionale e parlamentare. La vicenda delle dimissioni del collega Pagliarini nella giornata di ieri mirava ad evidenziare, probabilmente in maniera drammatica ma io credo anche drammaticamente onesta e coerente, un problema che si è posto a seguito della sottoscrizione del Protocollo del 23 luglio. La nostra forza politica non intende porre in discussione il ruolo delle organizzazioni sindacali confederali, né il diritto, ed anzi il dovere, del Governo di rendersi mediatore nei conflitti e nei rapporti tra le parti sociali. Ma una volta che questa mediazione è raggiunta, è diritto e dovere di tutte le forze politiche e di tutte le istituzioni parlamentari tentare di legiferare, contribuendo in qualche modo a migliorare i testi che vengono sottoposti all'attenzione di questa istituzione. È altrettanto evidente che tutti dobbiamo accettare ciò che può scaturire dal dibattito nelle Commissioni e in Aula, ma a condizione che si sia messi nelle condizioni di discutere, di emendare e, alla fine, di esprimere un voto. Ciò che è accaduto ieri ci induce, almeno in termini di ordine del giorno, a chiedere un impegno per una svolta; ma una svolta che ci riporti a quello che è sempre stato, vale a dire che il Governo è autore di disegni di legge; questi disegni di legge possono anche scaturire da dinamiche che sono fuori da questa istituzione, ma a questa istituzione e alla sua sovranità debbono ritornare. Per questi motivi voteremo a favore (Applausi dei deputati del gruppo Comunisti italiani e di deputati del gruppo Forza Italia).
ELIAS VACCA. Signor Presidente, ho sottoscritto e condivido l'ordine del giorno in esame, che riflette, sia pure con diversità di forma, quanto già proposto nell'ordine del giorno Baldelli n. 9/3178/55, approvato poc'anzi. A me pare che le ragioni - lo ribadisco - che hanno portato alle dimissioni del compagno Pagliarini da presidente della XI Commissione siano riflesse tanto nella premessa quanto nella parte dispositiva di questo ordine del giorno. L'ordine del giorno in esame, peraltro, ci richiama, almeno come gruppo dei Comunisti Italiani, a un momento di riflessione sul fatto che sino a qualche settimana fa il Parlamento si accingeva ad affrontare una riforma della Costituzione in un clima definito anche dal collega Bianco «non costituente». Ci si accingeva a prefigurare un superamento del sistema bicamerale perfetto attraverso una certa architettura costituzionale.Pag. 43 Si è anche più volte detto giustamente in questa Assemblea e non solo in questa legislatura, ma da un bel po' di tempo a questa parte, che il ricorso da parte degli Esecutivi alla decretazione di urgenza e, quindi, il fatto che le Camere fossero sempre più spesso impegnate nella conversione di decreti, piuttosto che nella elaborazione di progetti di legge, costituisce, sotto il profilo costituzionale, un fatto che sicuramente, nel momento in cui la Costituzione è stata varata, i padri costituenti non avevano previsto in questi termini o non potevano prevedere. Sappiamo anche, del resto, quali siano i meccanismi di Regolamento parlamentare sulla conversione dei decreti-legge che - non in base al Regolamento, perché i tempi di discussione sono illimitati - di fatto impediscono molto spesso ai singoli parlamentari di intervenire bene e compiutamente nel procedimento legislativo. Ieri ho sentito un intervento del collega capogruppo dell'Italia dei Valori al quale credo sia sfuggito un termine che, però, giuridicamente ha un qualche valore: ratificare. La Camera - si è detto - è qui impegnata a «ratificare» un Protocollo, che può essere condiviso, criticato o come si voglia. In questo lapsus sta tutta la drammaticità del ruolo di questa Camera e del Parlamento nel procedimento legislativo. Si sappia - lo ribadisco - che siamo sempre stati pronti a presentare emendamenti e a ritirarli, a votarli e ad accettare l'esito del voto, ma tutto possiamo accettare tranne che di essere chiamati a «ratificare» decisioni che vengono prese in altra sede. Dunque, poiché non vorrei che la Costituzione materiale venisse modificata nei comportamenti e nelle prassi prima ancora della modifica della Costituzione scritta, anche per queste ragioni il gruppo dei Comunisti Italiani voterà a favore dell'ordine del giorno Leone 9/3178/61 (Applausi dei deputati dei gruppi Comunisti italiani e Rifondazione Comunista-Sinistra Europea e di deputati di Forza Italia).



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