Parolo - autorizzazione a procedere
Relazione della Giunta per le autorizzazioni sull´applicabilità dell´articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell´ambito di un procedimento penale nei confronti di Ugo Parolo, deputato all´epoca dei fatti (Doc. IV-quater, n. 7). IN DATA 30 MAGGIO 2007 DICHIARATA INSINDACABILITA' (30-5-2007 - pag. 9)
ELIAS VACCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, richiamandomi a quanto detto poco fa dal collega Farina vorrei aggiungere qualche elemento e rappresentare ai colleghi, in maniera ancora più concreta, quali siano gli elementi della fattispecie.
Sarà pur vero che non vi è raccordo fra le affermazioni proferite dal collega Parolo e un atto parlamentare tipico, inteso come interrogazione o interpellanza, ma stiamo tentando di richiamare questa vicenda. Il collega Parolo, eletto deputato in un collegio uninominale nel quale è ricompresa l'amministrazione della quale è andato ad occuparsi, ritenendo, a torto o a ragione, di sollecitare le attenzioni anche della magistratura (perché esistono degli atti) su alcune vicende amministrative poco chiare che si svolgono nel suo collegio, è stato fatto oggetto di un attacco per il quale sono state divulgate, attraverso un quotidiano locale, informazioni, non si sa quanto fondate, relative all'uso del computer del sindaco - allora lo stesso onorevole Parolo - dal quale si sarebbe acceduto a siti pornografici o a vicende del genere. È stato, cioè, mosso un attacco sotto il profilo personale, direi particolarmente vigliacco, nei confronti di una persona che stava tentando, prima da amministratore e poi da parlamentare, di far luce - sarà poi la magistratura ad accertare i fatti - su alcune vicende amministrative poco chiare. Il fatto che, nell'ambito di questa polemica, a quanti lo attaccavano in quel modo, il collega Parolo abbia dato l'appellativo di «disperati» e di «imbroglioni», credo che rientri sicuramente nella veemenza del momento, visto il tipo di accusa che gli veniva mossa, ma che sia in tutto parte di una contrapposizione fra il collega ed alcuni interessi forti. Come ricordava Farina, la prerogativa di cui all'articolo 68 della Costituzione ricorre esattamente in tali casi: non avrei ragionato nello stesso modo se quelle parole fossero state proferite dal collega Parolo nei confronti di un privato cittadino; egli le ha invece proferite nell'esercizio di una funzione parlamentare, che ricomprende anche la possibilità di controllare che nessuno del suo territorio prenda delle tangenti o faccia traffici, e si è trovato a scontrarsi con una realtà consolidata rispetto alla quale egli ha esercitato il suo diritto parlamentare, e sicuramente non si può dire che dall'altra parte non ci fosse un potere forte. Ecco perché voteremo convintamente a favore dell'insindacabilità.



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