Sgarbi - autorizzazione a procedere
Relazione della Giunta per le autorizzazioni sull´applicabilità dell´articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell´ambito di un procedimento penale nei confronti di Vittorio Sgarbi, deputato all´epoca dei fatti (Doc. IV-ter, n. 1-A). IN DATA 30 MAGGIO 2007 DICHIARATA INSINDACABILITA' (Relatore : 30-5-2007 - pag. 2)
ELIAS VACCA, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità relativamente alle affermazioni proferite dal collega Sgarbi in ordine alla vicenda del cosiddetto processo Andreotti e di altri processi incardinati dal procuratore Caselli.
La valutazione della Giunta non è stata semplice, in quanto il tenore delle espressioni proferite è sicuramente di assoluta gravità; vi è un richiamo forte alla responsabilità del dottor Caselli, che ha istruito quei procedimenti, nonché a quella di tipo politico che l'onorevole Sgarbi intravede in quei processi. Tuttavia, il compito della Giunta per le autorizzazioni - sollecito in questo senso anche l'Assemblea - non è tanto quello di mostrare il grado di condivisione rispetto alle opinioni espresse, anche perché, se il giudizio che la Giunta e l'Assemblea dovessero esprimere fosse circoscritto al grado di condivisione delle opinioni espresse, è di tutta evidenza che noi stessi faremmo un processo di merito che, invece, si deve svolgere in altra sede. Il nostro compito è quello di valutare se le opinioni espresse dal collega Sgarbi fossero riconducibili ad atti parlamentari tipici. Debbo rilevare che, nella disamina che abbiamo compiuto, è assolutamente innegabile che proprio il processo Andreotti e proprio alcune delle inchieste giudiziarie, per esempio il processo Mannino, richiamate in questi atti, siano stati oggetto di interrogazioni, di atti di sindacato ispettivo, nonché di interventi in quest'Assemblea tanto dell'onorevole Sgarbi quanto del gruppo, al quale, allora, l'onorevole Sgarbi apparteneva, cioè Forza Italia. È del tutto evidente che affermazioni anche molto forti - che personalmente posso giudicare non condivisibili, ma non è questo quello che evidentemente importa -, cioè che Andreotti era innocente e che il procuratore Caselli stava commettendo un grave errore o l'aver dato del comunista al già Presidente della Camera, onorevole Violante, e aver affermato che il procuratore Caselli era arrivato in Sicilia su indicazione dell'onorevole Violante sono tutti fatti - lo ripeto - contenuti in atti di sindacato ispettivo che, nel merito, ciascuno può valutare come crede, ma certamente sono riconducibili all'attività parlamentare del collega Sgarbi. L'ultima considerazione che voglio svolgere è la seguente: ritengo che proprio in questo caso, più ancora che in altri, tutti noi dobbiamo ispirarci al principio per cui, al di là del grado di condivisione, dobbiamo continuare a presidiare le garanzie dei deputati specialmente quando si occupano di vicende particolarmente importanti. Propongo, quindi, ai colleghi dell'Assemblea di approvare il parere della Giunta nel senso di concedere relativamente a queste espressioni la insindacabilità.



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