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Venerdi 29 febbraio 2008

Roma - Quali norme per garantire il diritto a produrre e quello al cibo? Riapriamo la discussione sulla Riforma nelle campagne italiane

ore 10.30 - Sede della Consulta per la Sovranità Alimentare - via San Quintino n. 43 - Roma

Elias Vacca parteciperà all'incontro di lavoro organizzato da "Soccorso Contadino"

Scheda

Nel quadro delle iniziative per riportare al centro dell'attenzione la particolare situazione di crisi dell'agricoltura Italiana; nonché la definizione dei nuovi strumenti necessari, una possibile nuova sintesi anche di carattere teorico, le priorità nell'azione; SOCCORSO CONTADINO ha ritenuto urgente raggiungere una prima sistemazione di conoscenza e di analisi sul terreno delle nuove emergenze nel DIRITTO, chiamando a discutere e confrontarsi Personalità di spicco e Giuristi con alle spalle una lunga storia di impegno e professionalità attuali. L'incontro si tiene sotto forma di tavola rotonda, a cui partecipa anche l'esecutivo di Altragricoltura con il compito di introdurre gli argomenti di attualità e che continuamente contrassegnano la realtà delle campagne italiane.

Cosa è il Soccorso Contadino? Non è superfluo soffermarci brevemente sulla natura di questo strumento organizzativo. SOCCORSO CONTADINO è uno strumento operativo promosso da Altragricoltura aperto alla partecipazione di soggetti singoli e collettivi anche organizzati esterni e dedicato a promuovere e sostenere la tutela dei diritti ci chi lavora la terra e vive nell'ambiente rurale. Per la natura stessa e la complessità del tema del DIRITTO oggi nelle campagne, si è ritenuto necessario superare, o considerare come non più adeguato, il vecchio schema organizzativo, ancora in essere nelle Organizzazioni Agricole tradizionali, che circoscrive tale questione nell'organizzazione specifica dei coltivatori a contratto agrario. In secondo luogo, proprio la complessità della Questione oggi, con il suo incrociarsi con il collaterale DIRITTO ALIMENTARE(che va oltre il tema dei consumatori legato essenzialmente al costo), richiede una specificità d'impegno e un livello di coinvolgimento sociale tali da non assorbire o non identificarsi direttamente con la nuova attività sindacale-professionale di una Organizzazione Agricola. Allo scopo Soccorso Contadino sta lavorando intorno a tre progetti che rispondono ad altrettante esigenze direttamente collegate alla tutela dei diritti nelle campagne italiane: - La costituzione di un gruppo di lavoro sui diritti e il quadro legislativo di riferimento - La realizzazione di una rete di assistenza alle vertenze che coordini e supporti l'azione di avvocati e tecnici al servizio della tutela dei diritti dei singoli e per azioni collettive - La costituzione di un fondo di solidarietà nazionale che permetta il sostegno alla difesa dei diritti (costo delle cause, finanziamento di particolari esigenze di soggetti in difficoltà, campagne di solidarietà mirate, ecc..) Soccorso Contadino tiene insieme nella sua composizione sia contadini dirigenti di movimento sia tecnici ed esperti proponendosi di relazionare l'esperienza sociale e sindacale con la conoscenza specializzata e tecnica nel convincimento che questa sia la condizione indispensabile, anche se non sufficiente, per rileggere i processi in corso, le trasformazioni, le mutazioni normative indotte nella mutazione dei rapporti di forza fra i soggetti ed avanzare ipotesi di riforma e pratiche sindacali e sociali capaci di incidere realisticamente nella realtà.

Obiettivi e profili dell'incontro del giorno 29

L'incontro del giorno 29 Febbraio non ha alcuna finalità strumentale di coinvolgere personalità e giuristi a un consenso,adesione o sostegno indiretti alle motivazioni storico-politiche che sono alla base della nascita di ALTRAGRICOLTURA,quale nuova Confederazione, o di Soccorso Contadino. L'obiettivo, come già precisato, è quello di organizzare e promuove una prima discussione, acquisire pareri,punti di vista anche critici, riflessioni,giudizi sul quadro di riferimento che si presenta e che sempre di più si va profilando. Un primo confronto che naturalmente, per Soccorso Contadino, si colloca nell'ambito del progetto di costituzione di un gruppo di lavoro sui diritti e il quadro legislativo. Per gli illustri portatori di esperienza e conoscenza invitati, la domanda è anche quella di verificare la praticabilità di un percorso di confronto continuo. Nel merito dei problemi o dei temi del DIRITTO CONTADINO OGGI siamo profondamente convinti e consapevoli, proprio per l'esperienza che ha contrassegnato la nostra iniziativa in questi mesi, che la questione non può essere racchiusa solo in quella storica del latifondo e della rendita fondiaria. Anche questa, naturalmente sempre essenziale, si contorna di novità, processi e poteri nuovi che immediatamente portano a una domanda: ha ancora una sua forza e validità l'ultima Legge sulla contrattazione agraria, la 203 del 1982? L'equo canone di fatti è stato smantellato,la certezza degli anni necessari per produrre è svuotata dalla contrattazione in deroga; l'aiuto comunitario disaccoppiato generalmente finisce in rendita; la perdita possibile del fondo coltivato e l'impossibilità a rimpiazzarlo rapidamente porta con se la perdita del diritto all'aiuto comunitario. Anche sul fronte degli Usi Civici l'AGEA chiede una maggiore certezza temporale nell'atto di assegnazione, pena la negazione del premio ecc. Per certi versi si può agevolmente affermare che siamo passati dal latifondo agrario al pericolo del latifondo bancario, per il quale vi è il rischio che interi fondi vengono ceduti a speculatori per pochi danari. Le continue vendite all'asta si incrociano con il Diritto Costituzionale di difesa dell'impresa familiare che mai nessuno invoca nel giusto modo. Quanto è stato scoperchiato dalla vicenda Sarda con 5400 aziende agricole vendute all'asta non lascia dubbi alla riflessione. Più in generale il Diritto Contadino incrocia oggi immediatamente il Diritto a Produrre e quello della Società Civile ad alimentarsi con quanto corrisponde al DNA e al metabolismo con cui è stata messa al mondo, a cui si aggiunge un'altra decisiva contraddizione in relazione al tema dei rifiuti: se è fondamentale il diritto alla salute della città è altrettanto fondamentale per la campagna e la disparità di diritto non è giustificata in nessun Codice Internazionale. Senza parlare e dilungarci dei nuovi termini del Diritto che vengono dal rapporto conflittuale con la Pubblica Amministrazione e la contraddizione stridente che spesso s'instaura tra Diritto Europeo e Diritto Nazionale, come nel caso del DURC ove la CE ha deliberato che tassativamente questo documento non può essere richiesto nel caso di aiuti comunitari. Questi temi,sommariamente sintetizzati, vogliono rappresentare degli spunti essenziali su cui avviare il confronto, ma è chiaro non sono esaustivi come è altrettanto chiaro che alla base vi sono considerazioni, valutazioni e punti di vista riferiti a una analisi più generale della nuova condizione storica dell'agricoltura europea e mondiale e dei profondi mutamenti città-campagna, agricoltura-industria-commercio, agricoltura-capitale-finanziario.

Il punto di vista di Altragricoltura Concepiamo l'esperienza che stiamo conducendo attorno ad Altragricoltura come uno spazio aperto e di ricerca, oltre che di organizzazione sociale. Con questo spirito proponiamo ai partecipanti anche di costituire un ambito di lavoro che non significhi necessariamente un vincolo di adesione al progetto organizzativo di Altragricoltura ma, piuttosto, che riconosca l'urgenza e la fortissima necessità di riaprire una discussione sui diritti nelle campagne italiane, sulle riforme necessarie e sul quadro legislativo di riferimento. Sono venute avanti trasformazioni sociali profonde in questi ultimi due decenni, nel passaggio dell'agricoltura italiana alla fase della globalizzazione. Questo passaggio si è realizzato nel pieno del predominio dell'ideologia neoliberista e nel generale ritrarsi del ruolo del pubblico e della politica come governo dei processi sociali ed economici e degli spazi comuni. Così, anche in agricoltura, le politiche sociali ed economiche si sono trasformate in politiche di mercato, si sono smantellati o sono stati fortemente indeboliti i sistemi di wellfare (prima di tutto la PAC), vengono avanti processi di privatizzazione e di finanziarizzazione ma, soprattutto, si riduce il lavoro e la sua tutela a variabile sempre più debole. Così, oggi, ci troviamo ad osservare scenari inquietanti e rischiosissimi ma, purtroppo, sempre più realistici: quelli della trasformazione dell'Europa in un grande mercato di consumo di prodotti agroalimentare ma non di produzione del cibo, di un fortissimo spostamento dei redditi dalla produzione e dalla trasformazione alla commercializzazione e di un'Italia come grande piattaforma commerciale nel Mediterraneo, terra di importazione di "materie prime alimentari". Ai fini di questa scheda è, certamente, troppo schematico il giudizio sulla fase che stiamo attraversando, pur piena di contraddizioni e di potenziali ed oggettive diversificazioni nei processi, ma, certo, è innegabile che siamo nel pieno di un processo di trasformazione profondissima i cui rischi per l'azienda agricola, il lavoro e i consumatori sono pesanti. In questo processo di trasformazione i diritti del lavoro e dei consumatori, il ruolo dell'azienda agricola, l'uso del territorio e la sua tutela, i beni comuni impegnati ed investiti dall'attività agricola, vedono restringere sempre di più gli spazi di democrazia sociale, ambientale ed economica senza che su tutto questo si sia sviluppata una discussione politica "matura e consapevole". Possiamo dire, anzi, che l'approccio politico ai processi in agricoltura, non mettendo generalmente in discussione la teoria dominante della competizione sul mercato, delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni si sia limitata a registrare gli effetti del mercato sulle scelte sociali ed economiche. Proprio nel momento in cui questo approccio sta mostrando tutti i suoi limiti consegnandoci ricorrenti problemi di sicurezza alimentare, aumento dei prezzi per i consumatori, costi ambientali insopportabili e, soprattutto, una crisi economica e finanziaria delle aziende agricole italiane è, dunque, riprendere la discussione sui diritti nelle campagne italiane e la riforma in agricoltura. È venuto avanti in questi anni un movimento agricolo internazionale che si sta sviluppando anche in Italia che propone la Sovranità Alimentare come fondamento per la riscrittura dei diritti di chi lavora la terra, vive in ambiente rurale e consuma il cibo. La cifra fondamentale di questa proposta è l'idea di rimettere al centro delle scelte politiche,economiche e sociali in agricoltura i diritti di chi produce, lavora e consuma il cibo. Dall'assunzione di quest'obiettivo ci sembra che possa ripartire una discussione sulla riforma in agricoltura, con una riflessione, analisi e inchiesta sullo stato di questi diritti (sia individuali che collettivi), su come si sono trasformati e in quale misura si sono ridotti o si sono conservati. Riflessione e inchiesta utile se svolta nella relazione con le istanze sociali, le vertenze e le mobilitazioni che si stanno sviluppando oggi nelle campagne italiane per affermare la tutela di diritti individuali e collettivi e dei beni comuni. In questo quadro abbiamo avvertito la necessità di iniziare una percorso che muova dalle nuove lotte e vertenze nelle campagne italiane e che rifletta sia sullo stato dei diritti, su come tutelarli sul piano legislativo e normativo e legislativo e su quali direttrici sia possibile muovere per azioni di riforma.

Conclusioni Questo primo incontro propone un approccio "multidisciplinare" e il contributo di soggetti portatori di esperienze sociali diverse per un duplice obiettivo: - verificare le tesi e le riflessioni di fondo che giustificano un possibile ambito comune; - definire, se condiviso l'obiettivo, un percorso di lavoro ed approfondimento finalizzato, in particolare, a produrre proposte in sede normativa e legislativa di riforma e tutela nelle campagne italiane e per chi consuma il cibo.

www.soccorsocontadino.eu

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