Marco Castoro intervista Elias Vacca
Elias Vacca (Pdci): "Chi è contro Prodi lo dica"
Italia Oggi - 29.12.2007
Elias Vacca è nato ad Alghero l'8 novembre 1964, deputato alla camera eletto nelle liste del Partito dei comunisti italiani. Domanda. La finanziaria, l'ultimo passo compiuto dal governo, ha lasciato strascichi polemici...
Risposta. Con questa finanziaria sotto il profilo dei contenuti siamo andati meglio dello scorso anno. Certo meglio non può essere un obiettivo, ma almeno è migliore rispetto all'anno scorso. Devo ammettere che purtroppo ha ragione chi dice che la finanziaria è la locomotiva alla quale ognuno attacca il proprio vagone e si blocca tutto per 4 mesi. Questo vale sia per un governo di destra sia per uno di sinistra. D. Di tutti questi proclami che sanno un po' di ricatto che cosa pensa? R. L'Italia è il paese dei penultimatum. Chi dice che oggi per un senso di responsabilità vota per l'ultima volta e poi magari a gennaio manda a gambe all'aria il governo che senso di responsabilità ha? D. Siamo prossimi alla verifica di gennaio... R. La verifica nasce da una sortita di Rifondazione comunista sulla finanziaria e sul protocollo welfare che ha detto al governo: così non va occorre la verifica. Tuttavia non va dimenticato che abbiamo sottoscritto un programma e che la politica sta nel mettere le cose in fila secondo le priorità. Siamo alla vigilia di un chiarimento importante, per vedere se questo governo ha ancora una missione. D. Da avvocato non pensa che la politica la facciano anche le procure? R. No. Non più di altre istituzioni. È solo un'ossessione del dopo tangentopoli. D. Come fate ad andare d'accordo con Dini, Mastella e Di Pietro? R. Mica andiamo d'accordo. Siamo colleghi e non con tutti i colleghi si va d'accordo e si condivide tutto, diciamo che c'è un'alleanza tra simili in un progetto comune cristallizzato in un programma. Se poi qualcuno si è pentito di averlo sottoscritto, lo denunci in sede di verifica. D. Legge elettorale o Referendum? R. Mi auguro sempre che il Parlamento abbia la possibilità di partorire una legge elettorale. Il Referendum non convince, già lo vedo che verrà cavalcato dall'antipolitica. Personalmente sono sempre stato per un proporzionale che rafforzi il bipolarismo, che scongiuri il ritorno alla politica dalle mani libere, con l'indicazione preventiva della coalizione di cui si fa parte, con un premio di maggioranza. I cittadini ci chiedono il ripristino del voto di preferenza, la fine della porcheria delle liste bloccate, togliere i condannati dal Parlamento. Ma finora i progetti di legge elettorale non rispondono a questi quesiti perché ognuno vuole una legge elettorale a uso e consumo, non condivisa da tutti come dovrebbe essere. D. Allo sbarramento sarebbe favorevole? R. No. È un falso problema perché non funziona se non cambi i regolamenti parlamentari. Si ha sempre l'escamotage del gruppo politico. Dini e gli altri due che ora piantano grane non hanno mica un partito, sono stati eletti in liste importanti. D. Ce la farà la sinistra arcobaleno a unirsi in vista delle future elezioni? Come vede la situazione? R. Confusa e felice. C'è un grande entusiasmo, una spinta significativa. Anche i sondaggi dicono che gli italiani che si definiscono di sinistra sono del 20-22 per cento, poi si perdono per strada. Chissà che con una sinistra un po' più coesa si ottengano risultati maggiori. D. Ma può un ministro della Repubblica come Ferrero dire agli operai: fate come i camionisti e bloccate l'Italia? R. Un ministro della Repubblica no. Un leader politico ella maggioranza potrebbe. Credo che sia una constatazione amara di chi vive una fase di sconfitta del movimento per cui ha sempre lottato. D. Diliberto, Mussi, Pecoraro Scanio, Giordano, Bertinotti, quali sono i pregi e i difetti? R. Diliberto: intelligente, molto erudito di cultura profonda. Sensibile, anzi ipersensibile, anche se il ruolo gli impone di domare questa caratteristica. Difetto: l'ostilità ai media. Mussi ha una perseveranza diabolica, non scompare mai, è molto radicato nei gruppi dirigenti. Un difetto? Liquida gli argomenti con poche battute quando c'è qualcosa che non gli piace. Pecoraro Scanio, grande comunicatore col difetto che si dice di sinistra però secondo me tende a eludere i temi storici della sinistra, forse perché li considera superati. Giordano ha il difetto di essere fortemente emotivo, metabolizza, quasi somatizza, le situazioni di difficoltà. Il pregio è che si vede che ci crede tanto. In pratica soffre perché ci crede. Bertinotti, grandissimo comunicatore, sa come dire sì, come dire no e sa come dire che l'argomento è chiuso. Come difetto si comporta come un fisico che viene spiazzato quando scopre che gli esperimenti sono diversi dalla realtà. D. A Pannella e ai radicali avete chiesto di entrare nella sinistra arcobaleno? R. La forza dei radicali è conservare la loro autonomia e l'equidistanza. Le loro battaglie sono state essenziali per la sinistra. D. Ma con lo sbarramento dovranno cercare casa per non sparire? R. Se si farà il Referendum credo che faranno a gara Veltroni e Berlusconi per offrirgliela. Con una legge elettorale con sbarramento al 4-5% ritengo che i radicali abbiano delle potenzialità che altri non hanno, risorse elettorali inaspettate. D. Il nuovo partito di Berlusconi è la mossa giusta? R. L'esatto contrario di quello che sembra. Veltroni gli ha detto giochiamocela all'americana con due nuovi grandi partiti. È un'operazione di propaganda un po' inversa a quella del Pd. Berlusconi non ha bisogno di sommatorie politiche, in pratica ha detto agli alleati: il capo sono io e vi posso portare via anche gli elettori. D. Si può aprire un asse Veltroni-Berlusconi? R. Già c'è. Hanno lo stesso problema. Veltroni dice a Berlusconi troviamo un accordo che realizzi due obiettivi che stanno a cuore anche a te: via Prodi e i comunisti dalle istituzioni. Poi vinca il migliore. D. La presenza in tv quanto conta? R. Rende enormemente. Si sta esagerando da un bel po' col teatrino della politica, con i salotti, con la terza camera. Ma la Rai non potrebbe avere il canale tematico del senato e della camera? D. Che cosa bisogna fare per ridare alla gente la fiducia nella politica? R. Fare più che dire. Comportamenti concreti dei politici, anche scioccanti. Dire ai cittadini che la crisi economica e sociale è epocale e nessuno dei due schieramenti ha la ricetta in mano. VITA PRIVATA Chitarrista mancato, ispirato da De Andrè «Mi è sempre piaciuto suonare la chitarra, anzi mi ritengo un chitarrista mancato. L'ipirazione me l'ha data Fabrizio De Andrè». La campagna elettorale col braccio ingessato «Per giocare a pallone mi sono rotto un braccio alla vigilia della campagna elettorale. Mi piace molto la Francia, Saint-Malo è la mia città preferita, per i suoi panorami e perché assomiglia alla mia Alghero».



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