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Giustizia tributaria in Sardegna

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06142

Legislatura: 15 Seduta di annuncio: 269 del 18/01/2008

Primo firmatario: VACCA ELIAS

Ministero destinatario:

* PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI * MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE * MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 18/01/2008

VACCA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

[continua]

Regime di sospensione dell'imposta sugli acquisti

VACCA. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: un'azienda nota all'interrogante ha operato nel 2001 in regime di sospensione dell'imposta sugli acquisti, ritenendo che ricorressero le condizioni per usufruire dello status di «esportatore abituale»; nel novembre 2006 (cioè ad un mese dalla scadenza della prescrizione), l'Agenzia delle Entrate ha notificato all'azienda avviso di accertamento, contestando la non correttezza della scelta operata dall'azienda, dal momento che il rapporto tra operazioni non imponibili e fatturato era risultato per il 2001 inferiore al 10 per cento; di conseguenza, è scattato per l'azienda l'obbligo di riparare il danno arrecato all'Erario, che si è tradotto nel pagamento dell'IVA non versata, dei relativi interessi e della prevista sanzione -: se, in tali casi, l'IVA versata a seguito dell'accertamento possa essere considerata detraibile, nonostante si collochi temporalmente al di fuori del periodo di competenza, e se non ritenga, in caso contrario, che aziende le quali si trovano in tale situazione non siano sottoposte a un sovraccarico di adempimenti fiscali, dal momento che il versamento dell'IVA non corrisposta e dei relativi interessi, nonché il pagamento della sanzione, ripristinando un corretto rapporto tra fisco e contribuente, dovrebbe ricostituire la facoltà di quest'ultimo di portare in detrazione l'IVA versata.(5-01796)

Aziende sarde oggetto di esecuzioni da parte delle banche

Domani mercoledì 07 novembre durante il Question Time alla Camera il deputato dei Comunisti Italiani Elias Vacca presenterà come primo firmatario un'interrogazione al Ministro delle Politiche Agricole , Alimentari e Forestali sulla vicenda delle aziende sarde oggetto di esecuzioni da parte delle banche. L'intervento dell'On. Vacca verrà trasmesso in diretta su Rai Due, durante lo spazio dedicato al question time, mercoledì 07 novembre a partire dalle ore 15:00 alle ore 16.30 La vicenda in esame approda pertanto alla diretta Tv nazionale a seguito di una prima interrogazione proposta dall'On Vacca già in data 17.10 u.s. , di una risoluzione della Commissione Agricoltura della Camera e dell'incontro tra l'Assessore Regionale all'Agricoltura ed il Ministro delle politiche agricole. Con in Question Time di domani la drammatica vicenda di queste aziende e di queste persone assume la rilevanza di un caso nazionale.

Una seconda emergenza economica dopo il caso Parmalat

VACCA, DILIBERTO e CESINI. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. Per sapere - premesso che: quello che sta accadendo in Sardegna è paragonabile ad una seconda emergenza economica dopo il caso Parmalat. Sono, infatti, circa 7.000 le aziende agricole sarde, dal singolo pastore al coltivatore di fiori, e quasi 30.000 le persone direttamente impegnate nell'azienda familiare, uniti ad altrettanti braccianti, che hanno perso tutto, travolti da un mix di truffa, bluff ed incompetenza, e strozzati da debiti da capogiro con le banche;

[continua]

La struttura del sistema economico della Sardegna

VACCA, DILIBERTO e CESINI. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. Per sapere - premesso che: la struttura del sistema economico della Sardegna, in particolare il settore agropastorale, non è dato da stabili iniziative imprenditoriali bensì da una moltitudine di micro-aziende prevalentemente a carattere familiare spesso prive all'origine dei mezzi di produzione più aggiornati; Nel 1988 la regione Sardegna approvava la legge n. 44 del 1988, per l'abbattimento dei tassi di interesse dei prestiti contratti nel settore agro-pastorale, con l'obiettivo di promuovere l'innovazione tecnologica e far sì che tali imprese, prive di strutture adeguate, potessero sopravvivere rinnovandosi e cercando di superare gli ostacoli imposti dalle avverse caratteristiche del territorio, dalle dinamiche sociali ed economiche; Nel 1991 l'Unione europea dichiarava illegittimo il provvedimento della regione Sardegna, in quanto detti finanziamenti pubblici a tassi agevolati prefiguravano una turbativa delle regole della concorrenza all'interno del mercato, provocando una conseguente lievitazione dei tassi d'interesse a carico dei mutuatari con l'effetto parossistico del rientro dei fidi precedentemente concessi;Gli istituti di credito a fronte dell'insolvenza dei piccoli imprenditori agricoli hanno predisposto la vendita all'asta delle relative aziende agro-pastorali, circa cinquemila, determinando il tracollo di un settore economico e il fallimento di un sistema che riveste un'importanza strategica nel processo di crescita dell'economia isolana, incidendo sullo sviluppo del territorio più di qualsiasi soggetto di programmazione economica; In provincia di Cagliari, a Decimoputzu, i coltivatori si sono attivati in una protesta organizzata, occupando la Sala Consiliare del paese e avviando lo sciopero della fame nella speranza di ottenere un intervento concreto da parte delle istituzioni; tale pacifica battaglia è stata però ostacolata da atti di violenza e minacce al leader di Altragricoltura, nonché portavoce del Comitato di lotta dei pastori ed agricoltori -: Quali iniziative intende avviare per verificare se, come paventato dai piccoli imprenditori coinvolti, non vi siano in gioco interessi per l'acquisto di tali aziende al fine di alimentare la speculazione anche edilizia, in considerazione della collocazione geografica delle stesse; Quali misure intende adottare, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di non disperdere il patrimonio delle aziende del settore, che rischiano il pignoramento e la successiva vendita all'incanto, considerate le precarie condizioni socio-economiche dei coltivatori interessati; Se non ritenga di poter intervenire per evitare il permanere dello stato di crisi del settore anche con l'utilizzo di strumenti idonei ad avviare una ristrutturazione finanziaria quali il ricondizionamento dei mutui e il consolidamento dei debiti contratti a tasso ordinario. (4-05279)

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